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MARCO NOTARI MARCO NOTARIMi chiamo Marco Notari - Non sono quello famoso - Tuttavia - I link dei migliori siti Tibetani -Le Petizioni e le campagne in Atto - I maggiori forum - Esci dalla monotonia... datti da fare per una giusta causa!!!- Tibet Libero !!!!



Ecco una sagace spigolatura di notizie sul tibet... alcune scarne, altre esagerate... ma tutte vere!!!

FONTE http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=7&ida=&idt=&idart=1458
“A fine anni ’80 abbiamo sperato che qualcosa potesse cambiare”, aggiunge Vicky Sevegnani, portavoce dell’Associazione Italia Tibet. “Allora ci furono le proteste di Lhasa, il Nobel per la Pace al Dalai Lama, la caduta del muro di Berlino e le manifestazioni studentesche di Tienanmen. Purtroppo non è stato così, abbiamo invece riscontrato un incremento della repressione in Tibet. Qui le donne sono ancora discriminate. La politica di controllo delle nascite impone loro di avere solo due figli. Se ne aspettano un terzo, sono costrette ad abortire. E se rifiutano di farlo, il bambino che nascerà non avrà alcun diritto e le madri verranno sottoposte a sterilizzazioni forzate. Anche le monache – lo abbiamo visto con Sangdrol – subiscono vessazioni per fiaccare la loro volontà di resistenza e sovversione”.

FONTE RAPPORTO DI AMNESTY 2005
Numerosi articoli sulla violenza domestica sono apparsi sui media nazionali, riflettendo il diffuso timore che tali abusi non fossero realmente affrontati. Fonti hanno continuato a riportare gravi violazioni contro donne e ragazze, dovute all’applicazione della politica di pianificazione familiare che comprende aborti e sterilizzazioni forzate. A luglio, le autorità hanno dato pubblicamente maggior spinta al divieto di aborto selettivo di feti femminili, nel tentativo di invertire il divario crescente del rapporto fra maschi e femmine. Le donne in detenzione, comprese numerose seguaci del movimento Falun Gong, sono rimaste esposte al rischio di tortura, inclusi stupri e abusi sessuali. A gennaio sono state varate nuove normative che impediscono alla polizia di comminare ammende immediate alle prostitute. Tuttavia, la politica di “custodia ed educazione” ha continuato a essere utilizzata per detenere presunte prostitute e i loro clienti senza accuse né processo. *Ad aprile, Mao Hengfeng è stata condannata a 18 mesi di lavori forzati nel programma di “rieducazione attraverso il lavoro” per aver incessantemente presentato istanze alle autorità riguardo a un aborto forzato subito 15 anni prima, quando rimase incinta in violazione della politica di pianificazione familiare cinese. Secondo quanto riferito, nel campo di lavoro è stata tenuta legata, appesa al soffitto e percossa violentemente. In precedenza, Mao Hengfeng è stata detenuta diverse volte in unità psichiatriche, dove le era stato imposto l’elettroshock.

FONTE http://www.lomb.cgil.it/solidarieta/tibet.htm
Infatti sin dal 1960, all'indomani dell'annessione del Tibet alla Cina, la Commissione Internazionale dei Giuristi, un'associazione autonoma costituitasi a Ginevra e formata da giudici, avvocati e docenti di diritto di cinquanta diverse nazioni, nei suoi rapporti sulla questione tibetana ebbe a dichiarare: "decine di migliaia di tibetani sono stati uccisi senza processo negli anni 1959-60 solo in base al sospetto di attività anticomuniste... essi sono stati percossi a morte, fucilati, crocefissi, arsi vivi, annegati, torturati, strangolati, sepolti vivi, gettati nell'acqua bollente, decapitati... molti tibetani imprigionati sono morti in seguito alle brutalità, alle privazioni ed ai lavori forzati... Pare vi siano state anche operazioni di sterilizzazione e matrimoni forzati con i cinesi al chiaro scopo di eliminare la razza tibetana nel giro di poche generazioni... I militari cinesi hanno bombardato e distrutto centinaia di monasteri mentre altri sono stati demoliti... In base a questi fatti ed alle prove ottenute la Commissione Internazionale dei Giuristi dichiara la Repubblica Popolare Cinese colpevole di genocidio e le attribuisce l'intento di distruggere i tibetani in quanto gruppo nazionale, etnico, razziale e religioso.

FONTE http://www.asianews.it/view.php?l=it&art=111
L’occupazione militare che dal 1950 , è divenuta distruzione sistematica durante la Rivoluzione culturale: oltre 6 mila monasteri sono stati fatti saltare. Oggi, alla presenza di almeno 100 mila truppe cinesi, l’occupazione è soprattutto economica, politica, culturale. Essa avviene attraverso il turismo, che porta stili di vita diversi da quelli della tradizione: edifici moderni, alberghi a 5 stelle, prostitute, karaoke, negozi. Per far largo alla nuova economia sono stati distrutti molti palazzi e monasteri antichi. La Cina predica che lo sviluppo economico serve a migliorare la situazione tibetana e si vanta di aver stanziato 90 miliardi di yuan in 5 anni (circa 11 miliardi di euro). Ma tutti questi investimenti vanno a beneficiare soprattutto i cinesi che sono emigrati dalle altre regioni della Cina. In tutti questi anni Pechino ha sempre offerto loro incentivi quali permessi di residenza, licenze per negozi, ecc. In più, l’obbligo di usare la lingua mandarina e la tradizionale bravura cinese nel commercio hanno emarginato sempre più dalla nuova economia i tibetani che sono ridotti a lavorare nelle campagne dell’alto plateau o fanno vita da migrante nelle città di Lhasa e Shigatze, le due città più grandi del Tibet, offrendosi come manodopera senza specializzazione. Le cifre ufficiali dicono che vi sono 150 mila cinesi in Tibet, ma questi non comprendono gli immigrati stagionali e la popolazione militare. Nelle scuole si studia e si apprende il mandarino e vi è la proibizione di studiare la cultura, la lingua e la religione tibetana prima dei 18 anni. I giovani che vogliono diventare monaci devono accettare le direttive e la politica religiosa della Cina in Tibet. È proibito esporre foto del Dalai Lama o cantare canti che inneggiano alla libertà del Tibet.

NESSUNO TOCCHI CAINO
CINA. IN VENDITA ORGANI DEI CONDANNATI A MORTE 9 giugno 2005: la Cina è diventata la meta preferita dai cittadini israeliani che necessitano di trapianti d'organi, riporta il quotidiano Maariv. Le autorità cinesi vendono infatti gli organi di persone condannate a morte, ed il costo dei trapianti è inferiore di circa il 30% rispetto a Bulgaria, Colombia, Russia o Sudafrica. Sono coinvolti decine di trafficanti, che impongono ai loro clienti l'obbligo del segreto. Secondo il giornale i trapianti vengono effettuati in un moderno centro ospedaliero statale a Canton. Per il presidente dell'Associazione israeliana dei trapiantati di rene, Amos Canaf, "la Cina e le Filippine sono divenute le mete preferite perché i reni vengono prelevate da condannati a morte, i cui organi appartengono allo Stato, e perché i trapianti vengono effettuati sotto supervisione governativa". Un israeliano che ha subito alcuni mesi fa un trapianto di reni in Cina, Abraham Sasson, ha dichiarato: "Il trapianto è relativamente poco costoso, l'assistenza medica è buona. Le autorità cinesi prelevano gli organi delle persone che hanno condannato a morte e li vendono ufficialmente. Ci sono decine di israeliani che come me hanno subito un trapianto in Cina e tutti sono contenti. Non mi crea un problema il fatto che il rene ricevuto sia quello di un condannato a morte". Da tempo le organizzazioni per i diritti umani denunciano il collegamento tra l'alto numero di esecuzioni in Cina e la crescente domanda di trapianti, accusando le autorità di costringere i condannati a morte a firmare autorizzazioni all'espianto. In alternativa, i cadaveri dei giustiziati verrebbero fatti cremare, per non lasciare traccia del prelievo d'organo.

FONTE http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_8523.html
FATTI E CIFRE DELLA SITUAZIONE IN TIBET 1. Un milione e duecentomila tibetani (un quinto della popolazione) sono morti come risultato dell'occupazione cinese.
2. Migliaia di prigionieri religiosi e politici vengono detenuti in prigioni e in campi di lavoro forzato, dove la tortura è pratica comune.
3. Le donne tibetane sono soggette a sterilizzazione forzata e a procurati aborti (non solo in Tibet)
4. Le cure mediche non sono accessibili a tutti e le strutture migliori sono riservate agli individui di nazionalità cinese.
5. In Tibet, l'istruzione per i bambini cinesi è nettamente superiore a quella disponibile per i tibetani. Il 70% dei posti nelle strutture educative superiori è riservato ai Cinesi.
6. Il Tibet, un tempo pacifico stato cuscinetto tra l'India e la Cina, è stato trasformato in una vasta base militare, che ospita non meno di 500.000 soldati cinesi, e un quarto della forza missilistica nucleare cinese, valutata complessivamente in 550 testate nucleari.
7. Più di seimila monasteri, templi ed edifici storici sono stati razziati e rasi al suolo, e le loro antiche e insostituibili opere d'arte e i tesori della letteratura sono stati distrutti o venduti dai cinesi, durante le 'riforme democratiche' prima del 1966, e il rimanente durante la Rivoluzione Culturale, secondo le autorità cinesi
8. La Cina in Tibet proibisce I' insegnamento e lo studio del Buddhismo. L'odierna apparenza di libertà religiosa è stata inaugurata unicamente per fini di propaganda e per il turismo.
9. I monaci e le monache continuano a essere espulsi dai monasteri.
10. Le risorse naturali del Tibet e la sua fragile ecologia stanno per essere irrimediabilmente distrutte, come risultato dell'invasione cinese. Gli animali selvatici sono stati praticamente sterminati, le foreste abbattute e il terreno e stato impoverito ed eroso.
11. Sin dall'invasione il Tibet storico è stato diviso dalla Cina Comunista. Le province tibetane dell'Amdo, e gran parte del Kham, sono state incorporate nelle province cinesi di Qinghai, Gansu, Sichuan e Yunnan.
12. Nel 1960 la Commissione di Giustizia Internazionale ha rilevato in Tibet sia atti di genocidio sia l'aperta violazione di sedici articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
13. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato tre Risoluzioni di Condanna alla Cina, per 'violazioni dei fondamentali diritti umani del popolo tibetano' e ha invitato la Cina a rispettare i diritti del popolo tibetano, incluso il proprio diritto alla auto-determinazione.
14. La xxesima sessione della Sotto-Commissione delle Nazioni Unite ha adottato la Risoluzione 1991/L, 19, denominata 'La situazione in Tibet', il 25 agosto 1991, a Ginevra, dopo aver ricevuto ripetuti resoconti delle grossolane violazioni dei diritti umani in Tibet. La Sotto-Commissione ha dichiarato la sua "preoccupazione per le continue violazioni dei fondamentali diritti umani e libertà che mettono in pericolo la particolare identità culturale, religiosa e nazionale del popolo tibetano". Le autorità cinesi in Tibet praticano la discriminazione e la segregazione ufficialmente e apertamente.
15. Il Tibet è controllato strettamente dal partito e dall'esercito Comunista Cinese. Pechino nomina tutti i funzionari superiori del governo e del partito, la maggior parte dei quali non parla tibetano.
16. I tibetani, nonostante il rischio di torture, di imprigionamento e di esecuzioni capitali, non hanno mai accettato l'occupazione cinese del loro paese, mettendo in atto una resistenza a questa occupazione totalmente non violenta e pacifica ma molto determinata. Dal settembre 1987, in tutto il Tibet si sono verificate piu di 100 dimostrazioni contro il dominio cinese, che hanno avuto come risultato piu di 450 morti e la carcerazione di migliaia di tibetani, eseguita senza un regolare processo.



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