
Ecco
una sagace spigolatura di
notizie sul tibet... alcune scarne, altre esagerate... ma
tutte vere!!!
FONTE
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=7&ida=&idt=&idart=1458
“A fine anni ’80 abbiamo sperato che qualcosa potesse cambiare”,
aggiunge Vicky Sevegnani, portavoce dell’Associazione Italia Tibet.
“Allora ci furono le proteste di Lhasa, il Nobel per la Pace al Dalai
Lama, la caduta del muro di Berlino e le manifestazioni studentesche di
Tienanmen. Purtroppo non è stato così, abbiamo invece riscontrato un
incremento della repressione in Tibet. Qui le donne sono ancora
discriminate. La politica di controllo delle nascite impone loro di
avere solo due figli.
Se ne aspettano un terzo, sono costrette ad abortire. E se rifiutano di
farlo, il bambino che nascerà non avrà alcun diritto e le madri
verranno sottoposte a sterilizzazioni forzate. Anche le monache – lo
abbiamo visto con Sangdrol – subiscono vessazioni
per fiaccare la loro volontà di resistenza e sovversione”.
FONTE RAPPORTO DI AMNESTY 2005
Numerosi articoli sulla violenza domestica sono apparsi sui media
nazionali, riflettendo il diffuso timore che tali abusi non fossero
realmente affrontati. Fonti hanno continuato a riportare gravi
violazioni contro donne e ragazze, dovute all’applicazione della
politica di pianificazione familiare che comprende aborti e
sterilizzazioni forzate. A luglio, le autorità hanno dato pubblicamente
maggior spinta al divieto di aborto selettivo di feti
femminili,
nel tentativo di invertire il divario crescente del rapporto fra maschi
e femmine.
Le donne in detenzione, comprese numerose seguaci del movimento Falun
Gong, sono rimaste esposte al rischio di tortura, inclusi stupri e
abusi sessuali.
A gennaio sono state varate nuove normative che impediscono alla
polizia di comminare ammende immediate alle prostitute. Tuttavia, la
politica di “custodia ed educazione” ha continuato a essere utilizzata
per detenere presunte prostitute e i loro clienti senza accuse né
processo.
*Ad aprile, Mao Hengfeng è stata condannata a 18 mesi di lavori forzati
nel programma di “rieducazione attraverso il lavoro” per aver
incessantemente presentato istanze alle autorità riguardo a un aborto
forzato
subito 15 anni prima, quando rimase incinta in violazione della
politica di pianificazione familiare cinese. Secondo quanto riferito,
nel campo di lavoro è stata tenuta legata, appesa al soffitto e
percossa violentemente. In precedenza, Mao Hengfeng è stata detenuta
diverse volte in unità psichiatriche, dove le era stato imposto
l’elettroshock.
FONTE
http://www.lomb.cgil.it/solidarieta/tibet.htm
Infatti sin dal 1960, all'indomani dell'annessione del Tibet alla Cina,
la Commissione Internazionale dei Giuristi,
un'associazione autonoma costituitasi a Ginevra e formata da giudici,
avvocati e docenti di diritto di cinquanta diverse nazioni, nei suoi
rapporti sulla questione tibetana ebbe a dichiarare: "decine di
migliaia di tibetani sono stati uccisi senza processo negli anni
1959-60 solo in base al sospetto di attività anticomuniste... essi sono
stati percossi a morte, fucilati, crocefissi, arsi vivi,
annegati,
torturati, strangolati, sepolti vivi, gettati nell'acqua bollente,
decapitati... molti tibetani imprigionati sono morti in
seguito
alle brutalità, alle privazioni ed ai lavori forzati... Pare vi siano
state anche operazioni di sterilizzazione e matrimoni forzati
con i cinesi al chiaro scopo di eliminare la razza tibetana nel giro di
poche generazioni...
I militari cinesi hanno bombardato e distrutto centinaia di monasteri
mentre altri sono stati demoliti... In base a questi fatti ed alle
prove ottenute la Commissione Internazionale dei Giuristi dichiara la
Repubblica Popolare Cinese colpevole di genocidio e le attribuisce
l'intento di distruggere i tibetani in quanto gruppo nazionale, etnico,
razziale e religioso.
FONTE
http://www.asianews.it/view.php?l=it&art=111
L’occupazione militare che dal 1950 , è divenuta distruzione
sistematica durante la Rivoluzione culturale: oltre 6 mila
monasteri sono stati fatti saltare. Oggi, alla presenza di
almeno 100 mila truppe cinesi, l’occupazione è soprattutto economica,
politica, culturale. Essa avviene attraverso il turismo,
che porta stili di vita diversi da quelli della tradizione: edifici
moderni, alberghi a 5 stelle, prostitute, karaoke, negozi. Per far
largo alla nuova economia sono stati distrutti molti palazzi e
monasteri antichi. La Cina predica che lo sviluppo economico serve a
migliorare la situazione tibetana e si vanta di aver stanziato 90
miliardi di yuan in 5 anni (circa 11 miliardi di euro). Ma tutti questi
investimenti vanno a beneficiare soprattutto i cinesi che sono emigrati
dalle altre regioni della Cina. In tutti questi anni Pechino ha sempre
offerto loro incentivi quali permessi di residenza, licenze per negozi,
ecc. In più, l’obbligo di usare la lingua mandarina e la tradizionale
bravura cinese nel commercio hanno emarginato sempre più dalla nuova
economia i tibetani che sono ridotti a lavorare nelle campagne
dell’alto plateau o fanno vita da migrante nelle città di Lhasa e
Shigatze, le due città più grandi del Tibet, offrendosi come manodopera
senza specializzazione. Le cifre ufficiali dicono che vi sono 150 mila
cinesi in Tibet, ma questi non comprendono gli immigrati stagionali e
la popolazione militare. Nelle scuole si studia e si apprende il
mandarino e vi è la proibizione di studiare la cultura, la
lingua e la religione tibetana prima dei 18 anni.
I giovani che vogliono diventare monaci devono accettare le direttive e
la politica religiosa della Cina in Tibet. È proibito esporre foto del
Dalai Lama o cantare canti che inneggiano alla libertà del Tibet.
NESSUNO TOCCHI
CAINO
CINA. IN VENDITA ORGANI DEI CONDANNATI A MORTE
9 giugno 2005: la Cina è diventata la meta preferita dai cittadini
israeliani che necessitano di trapianti d'organi, riporta il quotidiano
Maariv. Le autorità cinesi vendono infatti gli organi di
persone condannate a morte,
ed il costo dei trapianti è inferiore di circa il 30% rispetto a
Bulgaria, Colombia, Russia o Sudafrica. Sono coinvolti decine di
trafficanti, che impongono ai loro clienti l'obbligo del segreto.
Secondo il giornale i trapianti vengono effettuati in un moderno centro
ospedaliero statale a Canton. Per il presidente dell'Associazione
israeliana dei trapiantati di rene, Amos Canaf, "la Cina e le Filippine
sono divenute le mete preferite perché i reni vengono prelevate da
condannati a morte, i cui organi appartengono allo Stato,
e perché i trapianti vengono effettuati sotto supervisione
governativa".
Un israeliano che ha subito alcuni mesi fa un trapianto di reni in
Cina, Abraham Sasson, ha dichiarato: "Il trapianto è relativamente poco
costoso, l'assistenza medica è buona. Le autorità cinesi prelevano gli
organi delle persone che hanno condannato a morte e li vendono
ufficialmente. Ci sono decine di israeliani che come me hanno subito un
trapianto in Cina e tutti sono contenti. Non mi crea un problema il
fatto che il rene ricevuto sia quello di un condannato a morte".
Da tempo le organizzazioni per i diritti umani denunciano il
collegamento tra l'alto numero di esecuzioni in Cina e la crescente
domanda di trapianti,
accusando le autorità di costringere i condannati a morte a firmare
autorizzazioni all'espianto. In alternativa, i cadaveri dei giustiziati
verrebbero fatti cremare, per non lasciare traccia del prelievo
d'organo.
FONTE
http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_8523.html
FATTI E CIFRE DELLA SITUAZIONE IN TIBET
1. Un milione e duecentomila tibetani (un quinto della
popolazione) sono morti come risultato dell'occupazione cinese.
2. Migliaia di prigionieri religiosi e politici vengono detenuti in
prigioni e in campi di lavoro forzato, dove la tortura
è pratica comune.
3. Le donne tibetane sono soggette a sterilizzazione forzata e a
procurati aborti (non solo in Tibet)
4. Le cure mediche non sono accessibili a tutti e le strutture migliori
sono riservate agli individui di nazionalità cinese.
5. In Tibet, l'istruzione per i bambini cinesi è nettamente superiore a
quella disponibile per i tibetani. Il 70% dei posti nelle strutture
educative superiori è riservato ai Cinesi.
6. Il Tibet, un tempo pacifico stato cuscinetto tra l'India e la Cina,
è stato trasformato in una vasta
base militare, che ospita non meno di 500.000 soldati cinesi, e un
quarto della forza missilistica nucleare cinese, valutata
complessivamente in 550 testate nucleari.
7. Più di seimila monasteri, templi ed edifici storici sono
stati razziati e rasi al suolo,
e le loro antiche e insostituibili opere d'arte e i tesori della
letteratura sono stati distrutti o venduti dai cinesi, durante le
'riforme democratiche' prima del 1966, e il rimanente durante la
Rivoluzione Culturale, secondo le autorità cinesi
8. La Cina in Tibet proibisce I' insegnamento e lo studio del
Buddhismo. L'odierna apparenza di libertà religiosa è stata inaugurata
unicamente per fini di propaganda e per il turismo.
9. I monaci e le monache continuano a essere espulsi dai monasteri.
10. Le risorse naturali del Tibet e la sua fragile ecologia
stanno per essere irrimediabilmente distrutte, come risultato
dell'invasione cinese. Gli animali selvatici sono stati praticamente
sterminati, le foreste abbattute e il terreno e stato impoverito ed
eroso.
11. Sin dall'invasione il Tibet storico è stato diviso dalla Cina
Comunista. Le province tibetane dell'Amdo, e gran parte del Kham, sono
state incorporate nelle province cinesi di Qinghai, Gansu, Sichuan e
Yunnan.
12. Nel 1960 la Commissione di Giustizia Internazionale
ha rilevato in Tibet sia atti di genocidio sia l'aperta violazione di
sedici articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
13. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite
ha approvato tre Risoluzioni di Condanna alla Cina, per 'violazioni dei
fondamentali diritti umani del popolo tibetano' e ha invitato la Cina a
rispettare i diritti del popolo tibetano, incluso il proprio diritto
alla auto-determinazione.
14. La xxesima sessione della Sotto-Commissione delle Nazioni Unite ha
adottato la Risoluzione 1991/L, 19, denominata 'La situazione in
Tibet', il 25 agosto 1991, a Ginevra, dopo aver ricevuto ripetuti
resoconti delle grossolane violazioni dei diritti umani in Tibet. La
Sotto-Commissione ha dichiarato la sua "preoccupazione per le continue
violazioni dei fondamentali diritti umani e libertà che mettono in
pericolo la particolare identità culturale, religiosa e nazionale del
popolo tibetano". Le autorità cinesi in Tibet praticano la
discriminazione e la segregazione ufficialmente e apertamente.
15. Il Tibet è controllato strettamente dal partito e dall'esercito
Comunista Cinese. Pechino nomina tutti i funzionari superiori del
governo e del partito, la maggior parte dei quali non parla tibetano.
16. I tibetani, nonostante il rischio di torture, di imprigionamento e
di esecuzioni capitali, non hanno mai accettato l'occupazione cinese
del loro paese, mettendo in atto una resistenza a questa occupazione
totalmente non violenta e pacifica ma molto determinata. Dal settembre
1987, in tutto il Tibet si sono verificate piu di 100 dimostrazioni
contro il dominio cinese, che hanno avuto come risultato piu di 450
morti e la carcerazione di migliaia di tibetani, eseguita senza un
regolare processo.
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